Piano nazionale della sicurezza stradale 2030 in discussione. Più attenzione per gli utenti vulnerabili: è indispensabile un cambio di paradigma.

Piano nazionale della sicurezza stradale 2030 in discussione. Più attenzione per gli utenti vulnerabili: è indispensabile un cambio di paradigma.

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La lettera al Ministro Giovannini al Ministero e alle commissioni parlamentari

In questi giorni le commissioni parlamentari di Camera e Senato stanno analizzando il documento di Indirizzi Generali e Linee Guida di attuazione del PIano Nazionale di Sicurezza Stradale 2030 (PNSS2030),  un documento di notevole importanza, in una fase molto dinamica per quanto riguarda le abitudini legate alla mobilità e alle prospettive di  cambio modale in favore di mezzi di trasporto più sostenibili. FIAB chiede da sempre una piano che metta al centro le persone, la condivisione sicura dello spazio, la sostenibilità ambientale. Una richiesta corale e condivisa da parte di tutto il mondo associativo che si occupa di mobilità sostenibile, ambiente e sicurezza stradale, che è stata inviata nei giorni scorsi al Ministro Giovannini, al Ministero e alle commissioni competenti. Maggiore tutela per gli utenti vulnerabili e responsabilizzazione dei conducenti a motore, strade a 30 km orari in tutti i centri abitati, investimenti importanti per la moderazione del traffico e della velocità, per incentivare il modal shift, per la comunicazione e per la formazione di utenti della strada e tecnici progettisti sono solo alcune delle proposte contenute nel documento.

Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, le proposte di FIAB

Il testo attualmente in discussione fa dei passi in avanti per quanto riguarda l’attenzione nei confronti dell’utenza vulnerabile ma gli investimenti e le metodiche decisionali continuano a risultare inadeguati così come è evidente la necessità di un salto culturale nella governance della mobilità. D’altra,  come emerge chiaramente dalla settimana per la sicurezza stradale delle Nazioni Unite, obiettivi e strumenti sono ben definiti e un cambio di paradigma non è più procrastinabile. E’ in quest’ottica che FIAB ha elaborato una serie di proposte operative puntuali a corredo del documento già citato, chiedendo che vengano integrate e discusse durante i lavori delle commissioni, affinché i suggerimenti siano recepiti e condivisi dal Ministro Giovannini. Oltre al riconoscimento e al potenziamento della mobilità sostenibile (Il Ministero è stato rinominato delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile per qualche ragione!) chiediamo anche attenzione nella raccolta dei dati, introduzione di metodiche di analisi più mirate e introduzione di strumenti per la diffusione capillare delle informazioni sull’incidentalità. Per chi fosse interessato ad approfondire questo è il documento presentato da FIAB e sottoscritto anche da Legambiente 

Tenere alta l’attenzione sulla sicurezza stradale

Formazione, comunicazione e advocacy per la sicurezza di chi va in bici (ma non solo), un lavoro condiviso con un panorama fortunatamente sempre più ampio di realtà impegnate per una mobilità nuova che come FIAB dobbiamo portare avanti a tutti i livelli, a cominciare dalle scelte e dall’impegno quotidiano di ogni singolo socio. Sensibilizzare costantemente opinione pubblica e classe dirigente sul tema della sicurezza stradale è indispensabile per indirizzare le scelte politiche e raggiungere obiettivi importanti.