Velo-city 2026 Rimini: segui il live-tweeting del summit mondiale della mobilità sostenibile [giorno 1]

Velo-city 2026 Rimini: segui il live-tweeting del summit mondiale della mobilità sostenibile [giorno 1]

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In Italia un evento simile mancava da oltre 30 anni. Oggi, martedì 16 giugno, a Rimini è il day one di Velo-city, il summit mondiale della ciclabilità di cui FIAB è Programme Director. Si tratta di un evento B2B organizzato da ECF e che raggruppa i principali esperti del settore bici a livello internazionale. Fino a venerdì 19 la città romagnola sarà al centro del dibattito sul futuro delle città.

Velo-city 2026: il live-tweeting

Sul sito FIAB troverai giorno per giorno un articolo che ti farà entrare all’interno del Palacongressi di Rimini per scoprire dati, storie, trend e best practice legate al mondo bici.

– Grazie per averci seguito nella prima giornata di Velo-city 2026. Torniamo domani con un nuovo racconto in live tweeting dal summit. Su Instagram abbiamo pubblicato un Reel per riassumere una giornata bella e intensa.

– «In Italia quando togli spazio alle auto c’è sempre qualche “buona ragione” per non farlo. Sappiamo però che dobbiamo fare qualcosa». L’assessore Marchiol ha citato la pedonalizzazione di Piazza Garibaldi a Udine, in centro. E il problema, come hanno condiviso i panelist, è lo stesso in tutto il mondo: togliere spazio ai mezzi privati richiede coraggio perché incontra sempre resistenze.

Ivano Marchiol, assessore alla mobilità di Udine, ha detto: «Se smettiamo di disegnare le strade per le auto, restituiamo le città alle persone. Le infrastrutture ciclabili sono un atto di democrazia perché rendono le città più accessibili».

– Nella sessione “Built to inspire” nel primo pomeriggio di Velo-city si parla di urbanistica e di come sia necessario realizzare nuovi spazi urbani. Le persone vogliono più bellezza. La priorità è trovare soluzioni concrete per la vision zero: azzerare il numero di morti provocate da incidenti stradali come ha detto Skye Duncan, Ceo di Global Designing Cities Initiative.

– Si è conclusa la cerimonia della nona edizione dei ComuniCiclabili.

Vito Parisi, delegato di ANCI alla mobilità e sindaco del comune di Ginosa, ha dichiarato durante la cerimonia di ComuniCiclabili: «Oggi mi sento meno solo vedendo amministratori che si occupano di mobilità. Al di là delle infrastrutture e delle politiche di governance la sensazione è che un tema del genere venga visto con accezioni politiche. Sono in realtà infrastrutture che migliorano la qualità della vita delle persone».

– Sul sito sarà disponibile nel pomeriggio il comunicato stampa con i dati emersi nella nona edizione. A breve in questo articolo pubblicheremo la mappa aggiornata dei ComuniCiclabili.

Mattia Morolli, assessore alla Mobilità di Rimini, ha commentato sul palco: «Fare certe scelte in tempo in cui dobbiamo fare i conti col calo risorse, l’aumento dei prezzi e le contestazioni a breve termine non è facile. Bisogna pensare al medio-lungo termine, non solo alla contingenza. Questi bike smile sono una carezza alla fatica quotidiana».

Mattia Morolli, assessore alla Mobilità del Comune di Rimini

Luigi Menna, presidente FIAB, ha dichiarato: «Nove anni di ComuniCiclabili. Noi di FIAB siamo portavoce della cittadinanza nei confronti delle amministrazioni pubbliche. Individuiamo le necessità della cittadinanza: ci piace pensarci come uno stimolo, una guida e un accompagnamento».

Alessandro Tursi, consigliere nazionale FIAB

– «Otto anni fa sembrava impossibile portare in Italia Velo-city». Alessandro Tursi, consigliere nazionale e già presidente FIAB, ha aperto la cerimonia dei ComuniCiclabili.

– A Velo-city i lavori proseguono nel pomeriggio con un importante appuntamento per FIAB. Alle 14:45 è in programma la cerimonia di consegna delle bandiere dei ComuniCiclabili, nona edizione del progetto FIAB che valuta le città sui temi della ciclabilità.

– Cosa suggerire alle città che vogliono diventare bike friendy e andare oltre le resistenze? A Velo-city i relatori sono convinti che molte, ma molte persone vogliono vivere in città di questo tipo. Non si tratta di diventare una anti-car city, ma di trovare soluzioni concrete. Si è citato l’esempio di Valencia, un’altra città europea che ha investito per cambiare. Per costruire una città bike friendly occorre parlare del tema sicurezza stradale, fare leva su quell’aspetto.

– A Velo-city si è parlato anche di Rotterdam, una delle città olandesi ed europee che più associamo alle migliori politiche legate a mobilità attiva e spazi pubblici di qualità. Mirjam Borsboom ha spiegato però che perfino nel paradiso delle biciclette ci sono tante cose da fare. Tra le sfide più ambiziose c’è quella di ottenere un budget annuale dedicato alle strutture bike friendly. Se ci fosse secondo l’esperta sarebbe possibile pianificare ancora meglio le azioni. Ha poi citato il progetto di Hofbogen, ispirato in parte alla High Line di New York citata in mattinata a Velo-city.

– A Velo-city 2026 FIAB ha presentato come con una piattaforma digitale si possono raccogliere tante informazioni al servizio di chi fa vacanze in bicicletta.

Alberica Di Carpegna nella sessione dedicata alle destinazioni cicloturistiche

Alberica Di Carpegna, Marketing Manager di FIAB, è intervenuta nella sessione dedicata alle destinazioni cicloturistiche e a come si sviluppano. «La nostra mission è trasformare l’Italia in un posto migliore per pedalare oltre che a sviluppare le città per chi pedala. Una destinazione cicloturistica non è soltanto una infrastruttura». Per questo è stato rinnovato Bicitalia.it con oltre 18mila km di percorsi e l’integrazione della rete Albergabici.

Un bibita rinfrescante e riprendiamo subito

– Qui un articolo del Wall Street Journal rispetto all’High Line citato durante il keynote speech. Spiega perché l’infrastruttura riqualificata ha avuto successo.

– Sempre Elizabeth Diller ha spiegato: «Ci sono 8 milioni di visitatori e ha creato 12mila posti di lavoro» in riferimento all’High Line. Ha poi parlato dello Shed, un altro progetto a cui ha lavorato. Nel suo intervento non si parla tanto di mobilità ciclistica, ma di spazi urbani ripensati e riqualificati che possono cambiare il volto di interi quartieri.

Elizabeth Diller nel suo keynote speech ha parlato del lavoro realizzato nell’High Line di New York

Elizabeth Diller, professoressa di architectural design a Princeton, ha tenuto il keynote speech a Velo-city 2026: «Negli Stati Uniti le città contengono l’80% della popolazione. Stanno emergendo questioni di equità rispetto allo spazio pubblico». Ha parlato dell’High Line, un progetto al quale ha lavorato con il suo studio riassumendo la storia di una ferrovia soprelevata a Manhattan, un tempo utilizzata dall’industria della carne. Trasformarla in un parco urbano avrebbe permesso lo sviluppo di quella parte di metropoli. Come per molte iniziative visionarie è stata realizzata una campagna ostile con l’unico obiettivo di abbattere l’infrastruttura. Ha parlato del concetto di agritecture: la natura doveva essere centrale e chi ha visitato l’High Line lo può confermare: non soltanto la natura che aveva ricoperto la ferrovia abbandonata è stata mantenuta, ma anche i binari sono rimasti.

– “Delivering the urban dream” è il tema di quest’anno. Velo-city in Italia è un’occasione irripetibile e come FIAB vogliamo disseminarne i contenuti nella nostra community per far conoscere storie e best practice da tutto il mondo.

Roberta Frisoni, Assessore regionale al Turismo ha dichiarato: «Siamo un Paese in cui è difficile cambiare le cose. Ma nella nostra regione abbiamo investito molto nell’intermodalità, nel trasporto pubblico. Abbiamo cambiato il volto delle nostre città». La qualità della vita è migliorata anzitutto per i residenti che hanno beneficiato di questa riqualificazione. E poi c’è stato il riposizionamento sul turismo aperto allo sport, all’outdoor, al cicloturismo, al lifestyle.

– Ora è il turno di Laurianne Krid, Ceo di ECF: «Sono impressionata da quanto Rimini sia cambiata. In questa settimana avrete occasione di ricaricarvi», ha detto rivolgendosi alla platea. «Abbiamo ricevuto più di 800 abstract quest’anno.

Henk Swarttouw, presidente di ECF, è intervenuto nella plenaria di apertura: «Il prossimo anno Velo-city andrà in Giappone. Perché Velo-city va in tutto il mondo». Ha parlato delle crisi che riguardano il mondo, dalla geopolitica alla crisi climatica. «Dobbiamo continuare a ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Una cycling society è una società resiliente». Ha citato FIAB, ringraziandola per il ruolo svolto nel portare Velo-city in Italia.

Valentina Ridolfi, assessora all’Urbanistica del comune di Rimini, ha dichiarato: «Per 15 anni Rimini ha perseguito una visione innovativa: la conversione di 15 km di lungomare in spazio accessibile per pedoni e ciclisti». Il Parco del Mare è uno degli esempi più importanti di riqualificazione urbana. «Vorrei ringraziare ECF, la Regione Emilia Romagna, FIAB, ANCI e AIM, Visit Rimini».

Valentina Ridolfi, assessora all’Urbanistica del comune di Rimini

– Velo-city 2026 è iniziato ufficialmente con l’apertura di Nicholas Montemaggi, master of cerimony and destination management consultant. Il summit di quest’anno riunirà le più brillanti menti che stanno lavorando per costruire città diverse, su misura delle persone.

– Velo-city per alcuni è già cominciato: ieri, a Bologna, si è tenuta la technical visit con partecipanti da tutto il mondo che hanno voluto conoscere in sella una delle città 30 più importanti a livello nazionale.

La technical visit di Velo-city a Bologna (15 giugno)
La technical visit di Velo-city a Bologna (15 giugno)

– Velo-city 2026 sta per cominciare con l’opening plenary presso l’Anfiteatro del Palacongressi di Rimini. FIAB seguirà i lavori del summit con un live-tweeting delle giornate.