Velo-city conference: una riflessione a caldo.

Velo-city conference: una riflessione a caldo.

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Il Velo-City di Nantes, appena svolto, è il più importante appuntamento internazionale sulle politiche a favore della mobilità ciclistica. Una tappa formativa importante, per non continuare a parlarsi addosso, a guardarsi l’ombelico.

E’ inaccettabile che, a differenza di altri Paesi europei (ma anche americani, asiatici, persino africani) NESSUNO dei livelli istituzionali e tecnici del nostro Paese abbia inviato rappresentanti (non per fare passerella, ma per ascoltare e imparare).

Sono rientrato ieri sera dal Velo-City di Nantes.

Era la mia quarta esperienza alla conferenza Velo-City (dopo la fenomenale, entusiasmante edizione di Copenhagen, e dopo quelle di Siviglia e Vienna).

Nonostante qualche critica che mi sento di muovere su alcuni aspetti organizzativi dell’edizione nantese, in particolare legate ad un numero a mio parere eccessivo di sessioni di lavoro e di relatori, con scarse occasioni di approfondimento, penso che la partecipazione a questo tipo di appuntamenti rimanga una tappa formativa e informativa importante e in qualche caso essenziale, strategica.

Per non continuare a parlarsi addosso, a guardarsi l’ombelico, a chiudersi in un perpetuo autoreferenziale, i confronti, le aperture, gli scambi e le condivisioni sono fondamentali.

Questo vale per le associazioni certamente, che ne possono trarre grandi benefici anche sulla propria competenza e sulla possibilità di incidere con maggiore efficacia, specie se trovano il modo di diffondere e divulgare il “succo culturale” che da queste occasioni nasce, ma vale soprattutto, e direi a maggior ragione, per coloro che esercitano un potere decisionale pubblico.

Non è solo questione di business o di visibilità, ma direi molto di più.
Anzi, se i Velo-City hanno un senso è proprio quello di essere degli incubatori, dei contaminatori di buone pratiche.
E in questo senso hanno una funzione visionaria e strategica.

Per questo non esito a definire inaccettabile che NESSUNO dei livelli istituzionali, amministrativi e tecnici del nostro Paese (non il Governo, non il Parlamento, non i Ministeri, non le Regioni – salvo la Puglia – non i Comuni) abbia inviato propri rappresentanti.
Partecipare non per fare struscio e passerella, o come si dice con un francesismo “far flanella”, ma per ascoltare e imparare.
Per capire, per saperne di più, per mettersi in discussione, per fare dei confronti oggettivi… per smetterla di dire che “lì la cultura è differente”.
Per non continuare a reiterare questa “specialità” del genius loci, questa “particolarità” che viene usata come alibi per rallentare le sinergie positive e che ha francamente stufato.

Ma cosa deve mai succedere perché questo Paese senta finalmente l’urgenza del cambiamento?

L’assenza di partecipazione istituzionale, tecnica e amministrativa dall’Italia è ancora una volta incomprensibile e inaccettabile. Anche da parte dei parlamentari “amici della bicicletta”. E andrebbe stigmatizzata in modo deciso, senza lasciarla scivolare nel limbo o con una scrollata di spalle.

Fermo restando che serve anche a noi (occorre solo capire come farla uscire dai singoli partecipanti per renderla patrimonio collettivo), mi chiedo però: a cosa serve che andiamo noi a questi incontri, se manca il decisore pubblico, l’amministratore, il tecnico con cui, poi, siamo inevitabilmente chiamati a confrontarci?
Quanto abbatte la carica di energia che potenzialmente nasce in queste occasioni?
Io trovo tutto questo alla lunga abbastanza frustrante.

Velo-city è una serie di conferenze dell’ECF (European Cyclists’ Federation – Federazione Europea dei Ciclisti, rappresentata in Italia da F.I.A.B.) considerato il principale appuntamento internazionale di pianificazione della mobilità ciclistica. Le conferenze si propongono di incentivare l’uso della bicicletta come mezzo quotidiano di trasporto e ricreativo. Velo-City ebbe inizio nel 1980 a Brema, in Germania. In seguito le conferenze si son tenute in diverse città incluse Copenhagen, Bruxelles, Barcellona e Montreal, ecc. La conferenza Velo-city attrae migliaia di delegati da tutto il mondo e mette insieme esperti coinvolti nella politica, promozione e realizzazione di infrastrutture e programmi per la mobilità ciclistica: ingegneri, progettisti, architetti, ricercatori di mercato, ricercatori universitari, ambientalisti, imprenditori e rappresentanti dell’industria, amministratori pubblici a tutti i livelli, educatori, ecc.

Sul Velo-City di Nantes si veda anche l’articolo odierno di bikeitalia.it Velo-City 2015, ciclosognatori a rapporto