Una città legata alla storia di FIAB perché qui, nel 2019, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta è diventata Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. A Verona siamo tornati un po’ perché è una città importante per la community di FIAB in Veneto, un po’ perché stiamo girando tutta Italia alla scoperta delle città in cui siamo attivi. In questa nuova rubrica “Com’è pedalare a…” eccoci nel comune scaligero. Abbiamo intervistato Corrado Marastoni, presidente di FIAB Verona.

Come si pedala a Verona?Â
Da parecchi anni FIAB Verona è la più numerosa tra le associazioni italiane aderenti alla federazione, attualmente contiamo oltre 1300 soci. Questo fatto, per vari aspetti singolare, la dice lunga sia sul diffuso desiderio di ciclabilità sia sui problemi di una città che è stata troppo a lungo legata all’uso dell’auto privata, con la pericolosità del muoversi in bicicletta nel traffico e la scarsa attrattività di un trasporto pubblico locale ingolfato in coda. Solo da pochi anni si è iniziato a mettere mano seriamente a questa situazione, e in questi ultimi è in atto una vera rivoluzione della mobilità cittadina. In particolare il 2026 e i primi mesi del 2027 saranno decisivi in questo senso, con la costruzione di ben 25 km di nuove piste ciclabili urbane in sede propria e protetta in carreggiata e la messa in opera di una rete filoviaria su 3 linee con corsie e semaforizzazione dedicati. Poi nella primavera dell’anno prossimo si andrà a elezioni e si vedrà se la città avrà o meno la volontà di proseguire su questa strada virtuosa.

Quali sono le infrastrutture e le ciclabili più importanti?
In ambito urbano le due infrastrutture ciclabili più importanti sono: la pista del canale Camuzzoni che permette di muoversi dai popolosi quartieri ovest (Chievo, Borgo Milano, Borgo Nuovo, Saval) verso il centro e la stazione ferroviaria; la direttrice che dai quartieri est di Montorio, Borgo Venezia e Borgo Trieste porta verso il centro e di lì, lungo corso Porta Nuova e viale Piave, verso il quartiere sud di Borgo Roma e la zona produttivo-direzionale della ZAI (Zona Agricolo-Industriale) storica. Tuttavia, come accennato, nel giro di un anno col sostanzioso programma di nuove piste ciclabili si aggiungeranno tra le altre una seconda direttrice verso Borgo Roma lungo la strategica via Basso Acquar, una pista dai quartieri nord-ovest di Parona e Borgo Trento verso il centro, una traversa ovest-est sotto il centro tra i quartieri di Santa Lucia e Borgo Roma. Tra le novità va infine citato un intervento che più degli altri rende l’idea della rivoluzione in atto in città , ovvero il ridisegno della mobilità dei Lungadige storici che diventano a senso unico per il traffico normale per fare posto a una pista ciclabile bidirezionale.

Come FIAB locale qual è l’area di intervento più urgente per migliorare la situazione della ciclabilità urbana?
La descrizione precedente dà la misura di quanto la città stia lavorando sulle sue infrastrutture viarie nella giusta direzione per permettere a più modalità di trasporto di svolgersi in sicurezza e praticità , non solo a chi usa l’auto privata. Questo fatalmente impone di ridiscutere l’uso dello spazio pubblico delle strade, finora pressoché dedicato alle auto, e comprensibilmente sorgono resistenze in settori di opinione pubblica supportati da parte della politica locale. Al contrario, come spesso accade, la parte di cittadinanza favorevole a questa evoluzione virtuosa è generalmente silenziosa, rischiando così di lasciare il palco alle sole voci contrarie, molto rumorose ma non per questo necessariamente maggioritarie. Per questo la nostra azione come FIAB locale si basa attualmente soprattutto su una forte azione comunicativa, al contempo decisa e positiva, che mira a dare voce a questa consistente parte silente presentando i cambiamenti in atto come un progresso per tutta la cittadinanza (anche per chi comunque dovrà continuare a usare l’auto) evitando contrapposizioni strumentali tra “automobilisti”, “utenti del tpl”, “ciclisti” e “pedoni” perché tutti noi possiamo essere in una di queste categorie a seconda dei momenti.

Verona è una delle città del nord Italia più importante per il turismo. Che tipo di offerta c’è per il cicloturismo?
Pur essendoci un movimento spontaneamente considerevole di cicloturisti (Verona è il crocevia tra le direzioni nord-sud della valle dell’Adige che porta in Italia il mondo germanico e ovest-est della pianura padana con le grandi città e le ricchezze artistiche e culturali, oltre che a breve distanza dal frequentatissimo lago di Garda) e nonostante il nostro costante stimolo in merito, in realtà in città non c’è ancora un’offerta organizzata a livello amministrativo: se da un lato le direttrici ciclabili di ingresso e uscita sono progressivamente migliorate nelle diverse direzioni, dall’altro non ci sono ad esempio bicipark dove lasciare la bici in sicurezza (l’unico in stazione non viene praticamente usato anche perché, richiedendo di registrarsi per ritirare una tessera, risulta poco pratico per i visitatori occasionali) nè vengono fornite informazioni specifiche negli uffici turistici. Si sta comunque muovendo il mondo degli operatori commerciali, con una crescente disponibilità di servizi negli alloggi e di esperienze su due ruote. Di notevole interesse è il servizio di treno+bici disponibile sui convogli del servizio regionale.
Qual è il vostro più grande successo come associazione negli ultimi anni?
Dietro alle cose positive che stanno accadendo in città e provincia c’è senz’altro molto del nostro lavoro ultraquarantennale (l’associazione è nata nel 1982 come Amici della Bicicletta), fatto di frequenti contatti con amministratori, esponenti politici e strutture tecniche, ma anche di comunicazione positiva tramite i nostri canali (una rivista quadrimestrale di 36 pagine, una newsletter settimanale, il sito internet, i social) e organizzazione di eventi. Non è facile parlare di un particolare “grande successo”: si potrebbero forse citare alcune importanti realizzazioni ciclabili che portano la nostra firma come idea, ma in realtà la soddisfazione è quella di notare un lento ma costante progresso della sensibilità diffusa riguardo al tema, un terreno su cui poi guarda caso si innestano le mosse dei decisori. Cerchiamo per quanto possibile di fare rete con altre associazioni locali con le quali ad esempio organizziamo da qualche anno una SEM ricca di contenuti; parliamo frequentemente col mondo della scuola e delle imprese, non a caso i maggiori portatori di mobilità ; un cruccio – comunque condiviso con varie altre realtà associative – è il non riuscire ancora a ringiovanire la compagine dei nostri soci, ma ci stiamo lavorando…
Sui social state facendo un lavoro importante, specie su Instagram con video che presentano la ciclabilità in città . Ci aiuti a capire come avete messo in piedi questo progetto così che altre FIAB possano replicarlo?
A differenza di altre città capoluogo limitrofe, il Comune di Verona non ha mai brillato per capacità comunicativa, sia in termini di contenuti che di originalità : ci si affida essenzialmente ai tradizionali metodi istituzionali di conferenze e comunicati stampa. Se in tempi normali su questo limite si può pazientare, ciò non vale in tempi eccezionali come questo, in cui la città è in ebollizione per il considerevole impatto sulla vita quotidiana dei forti cambiamenti in atto descritti in precedenza. Come FIAB Verona abbiamo dunque deciso, basandoci anche su una situazione patrimoniale abbastanza stabile, di investire risorse non trascurabili per mettere in campo una campagna comunicativa social basata su video diffusi su Facebook e Instagram e rilanciati nella nostra newsletter settimanale e sul nostro sito web. La realizzazione di questi video è stata volutamente affidata a due diversi videomaker, entrambi bravi e con tagli diversi: il primo più documentaristico per un target generalista tipo FB, l’altro più animato e diretto per un target giovane tipo IG. I filmati vengono pubblicati ogni settimana e i riscontri sono notevoli: molte le visualizzazioni e vivaci i commenti. Siamo dunque ben impressionati da questa scelta e contiamo di continuare così anche nei prossimi mesi.
