Bike to work, come iniziare? Le risposte alle domande più frequenti per darti la spinta giusta

Bike to work, come iniziare? Le risposte alle domande più frequenti per darti la spinta giusta

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Il bike to work cambia le città, ma è il singolo per primo a beneficiarne. In termini di risparmio economico, di migliori performance in ufficio e certamente di salute fisica e mentale. Da sempre FIAB fa il suo per trasmettere buone pratiche e favorire questa transizione: abbiamo CIAB così come la Certificazione Azienda Bike Friendly che valuta quelle imprese più virtuose in iniziative di welfare aziendale.

In Italia ultimamente si è parlato, anche grazie al lavoro di advocacy di FIAB, del bike leasing aziendale come leva per cambiare le cose. Staremo a vedere se riusciremo a seguire esempi virtuosi come la Germania. Nel frattempo se sei una persona aperta al bike to work, ma ha ancora qualche dubbio rispondiamo alle domande più frequenti che abbiamo ripreso anche da una guida molto pratica di Lecyclo: le risposte, ne siamo certi, possono valere come miccia del cambiamento.

Quale bici scegliere per il bike to work?

Una delle domande più frequenti. La risposta ĆØ: dipende da vari fattori. Anzitutto la distanza e se c’ĆØ la disponibilitĆ  in azienda di un parcheggio sicuro. In alcune situazioni una vecchia bicicletta (con ruote gonfie e freni funzionanti, si intende) può bastare per pedalare quei pochi chilometri tra casa e l’ufficio. Le bici pieghevoli per alcuni pendolari sono diventate insostituibili soprattutto perchĆ© possono essere comodamente portare sui mezzi (treno, metro e bus) e rendono gli spostamenti ancora più comodi. Ci sono poi le biciclette elettriche: grazie alla pedalata assistita le distanze più “lunghe” non sono più un problema. In questo caso bisogna però assicurarsi che in azienda ci sia un parcheggio protetto per evitare brutte sorprese. Ancora mosche bianche, ma iniziano a vedersene molte di più, citiamo le cargo bike: in alcuni casi hanno sostituito la seconda auto perchĆ© permettono di portare i figli a scuola prima di andare in ufficio.

Il “tabu” sudore: che fare?

Arrivare sudati al lavoro per molti ĆØ una barriera all’ingresso del bike to work. Nei mesi caldi sudare ĆØ una condizione comune a tutti i mezzi di trasporto, ma non deve diventare un alibi. Se davvero si vuole fare bike to work e non rinunciare al mezzo più comodo sulle distanze medie e brevi in cittĆ , basta eventualmente portarsi una maglietta tecnica da indossare durante lo spostamento e cambiarla all’arrivo. Le aziende più virtuose predispongono spogliatoi/aree per cambiarsi.

Come vestirsi?

Anche in questo caso dipende dalla stagione. L’importante ĆØ considerare il fatto che l’attivitĆ  fisica richiede un abbigliamento traspirante. In inverno ci si scalda abbastanza alla svelta dopo qualche minuto di pedalata. In estate, va da sĆØ, bisogna considerare un abbigliamento più leggero. Consigli che possono sembrare banali, ma non lo sono: proteggersi dal sole con crema solare e idratarsi a dovere. FIAB in più occasioni ribadisce un concetto molto nord europeo (sensato, in altre parole): non esiste cattivo tempo quando si pedala, ma eventualmente buono o pessimo abbigliamento. In caso di pioggia impermeabile e copriscarpa sono fondamentali, cosƬ come i lacci catarifrangenti e le luci per farsi notare nel traffico.

bicicletta-vince

E se piove?

La risposta riprende quanto detto nella domanda precedente. Non esiste maltempo quando si parla di andare in bici: c’entra l’equipaggiamento. Impermeabili, copriscarpe, luci, catarifrangenti, parafango sono tutti elementi che favoriscono un comfort alla pedalata anche quando piove. Basta portarli sempre con sĆØ in caso di evenienza. Arriverete comunque sempre prima in bici che in auto. Soprattutto quando piove.

Rimini, 24/05/2022; Comune RN Uff Stampa Ciclabile Stazione

©Riccardo Gallini/GRPhoto

Come scegliere il tragitto più sicuro per il bike to work

Non ĆØ possibile inventarsi una strada ideale se non c’ĆØ. Negli ultimi decenni grazie al lavoro di FIAB sui territori le cittĆ  si sono attrezzate con infrastrutture, ciclabili protette e separate, zone 30, che rendono la mobilitĆ  attiva più sicura. Ci possono essere più strade per raggiungere l’ufficio: il consiglio ĆØ individuare non per forza il percorso più veloce, che magari prevede il passaggio su strade non sicure per chi pedala. Per una sicurezza maggiore possibile ĆØ preferibile un tragitto un po’ più lungo, ma bike friendly. Se però pensi che esista una strada poco sicura e potenzialmente interessante per migliorare il bike to work nella tua zona fai una cosa semplice ma di impatto: condividi sui social immagini e video, fai vedere alla tua amministrazione che un intervento potrebbe ridurre il traffico d’auto e portare più bici in strada. E se c’ĆØ una FIAB locale coinvolgila.

consigli parcheggiare bici

Come parcheggiare la bici nella maniera più sicura?

Per questa domanda vi rimandiamo a un approfondimento che abbiamo pubblicato sul sito FIAB e che ĆØ ancora molto attuale. Qui un riassunto: se nella tua azienda c’ĆØ un parcheggio sicuro e protetto allora complimenti alla tua azienda. In alternativa bisogna investire su un lucchetto che scoraggi i ladri. Da evitare assolutamente una pratica ancora molto diffusa: legare soltanto la ruota anteriore: ĆØ un invito ai malintenzionati che possono portarvi via tutto e lasciarvi soltanto quella. Proteggi invece il telaio e la ruota posteriore, assicurandola magari con un lucchetto a U (con tanto di cavo) o segmentato.

Queste sono soltanto alcune delle domande più comuni a cui abbiamo risposto. Il bike to work ĆØ un toccasana per chi vuole arrivare al lavoro più velocemente, senza lo stress del traffico o del parcheggio. Una ricerca recente ha perfino dimostrato che il bike to work – detto altrimenti, l’attivitĆ  fisica quotidiana – riduce l’assenteismo. Per far sƬ che diventi un’abitudine c’ĆØ infine un’altra cosa importante da considerare: ĆØ importante prendersi cura del mezzo, controllando di frequente pressione delle gomme e i freni. In caso di foratura ci sono i ciclisti specializzati, ma imparare la manutenzione ordinaria può svoltare la giornata. Una foratura può rovinare la mattinata, ma se ci si sa arrangiare, la cosa si riduce a piccolo inconveniente.