Lo spazio che manca al cicloturismo. Perché le vacanze in bici migliorano territori e città

Lo spazio che manca al cicloturismo. Perché le vacanze in bici migliorano territori e città

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Il settore genera un impatto economico di quasi 10 miliardi di euro in Italia, Paese in cima alle destinazioni preferite dei cicloturisti europei. Eppure il cicloturismo si sviluppa in maniera non sempre omogenea sui territori. Grazie al lavoro che da oltre 30 anni ha svolto FIAB, la politica ha investito sulle infrastrutture e strumenti come Bicitalia.it permettono alle persone di organizzare le proprie vacanze in bici scoprendo itinerari e strutture ricettive.

In questo quarto e ultimo appuntamento della nostra rubrica agostana dedicata al tema dello spazio pubblico ci concentriamo su un trend in crescita in Europa, con ricadute positive non soltanto sulle aziende del comparto. Il cicloturismo, infatti, fa bene al ciclismo urbano (e viceversa).

Cosa vogliono i cicloturisti?

FIAB studia e promuove il cicloturismo da sempre. Nel 2026 abbiamo aggiornato uno studio in merito a quel che cercano e si aspettano i cicloturisti quando sono in viaggio, studio realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria e l’Università degli Studi di Cagliari. Grazie ai lavori che da anni la Federazione porta avanti con la Bicistaffetta – la prossima è in partenza a fine settembre da Lucca a Roma – abbiamo incontrato stakeholder e politici. Il nostro obiettivo è che ciclovie, ciclabili urbane, ponti e infrastrutture vengano realizzati per incentivare il settore delle vacanze in bicicletta e avvicinare tra loro territori.

Nelle scorse settimane abbiamo dato conto ad esempio dei grandi passi avanti negli ultimi dieci anni lungo la Ciclovia Adriatica, percorsa da FIAB con la Bicistaffetta del 2016. Diverse Regioni come le Marche stanno investendo su questa infrastruttura e i benefici sono concreti anche per il pendolarismo urbano, che può beneficiare di infrastrutture più lunghe.

A Velo-city 2026 FIAB ha accolto nel NECC le prime tre Regioni. Sono Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Calabria

Da sempre cerchiamo di aumentare lo spazio pubblico dedicato al cicloturismo grazie al nostro ruolo di Centro di Coordinamento Nazionale in EuroVelo, il più grande network di ciclovie in Europa. In Italia sono quattro gli itinerari e per il momento FIAB è riuscita a coinvolgere nel NECC tre Regioni come Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Calabria.

Dati, dati, dati

Purtroppo la letteratura scientifica e le ricerche sono ancora poche e “giovani”. Come si è più volte spiegato a Velo-city 2026 a Rimini, i dati sono fondamentali per conoscere, raccontare e favorire la mobilità ciclistica a tutti i livelli. Ad esempio sul cicloturismo sappiamo che i viaggi in bici nel vecchio continente sono 2,3 miliardi ogni anno per un giro d’affari da 44 miliardi di euro annui. I dati però, elaborati dal Parlamento Europeo, risalgono al lontanissimo 2012. A che punto siamo oggi? Sarebbe prezioso conoscere in maniera tanto complessiva quanto granulare l’impatto del settore in Europa e nei singoli territori.

Le vacanze in bici sono un’opportunità per milioni e milioni di persone in Italia e in Europa. Si stima che siano 166 milioni le persone che abitano a 5 chilometri di distanza da un tracciato EuroVelo, rete di ciclovie che sta unendo da decenni l’Europa bike friendly e che registra in Italia un bacino potenzialmente straordinario di infrastrutture. Nei trend previsti nel 2026 dall’European Cyclists’ Federation – di cui FIAB fa parte – è emerso chiaramente quanto che sia in corso una presa di coscienza sul settore delle vacanze in bici.

La Bicistaffetta è una manifestazione con cui FIAB chiede alla politica di investire sul cicloturismo

Il bello del cicloturismo

Sul cicloturismo FIAB si è intanto spesa insieme al Touring Club Italiano per assecondare la recente proposta avanzata dal ministro del Turismo Mazzi di un Giro d’Italia del cicloturismo, proprio per fare conoscere all’opinione pubblica un modo diverso per fare le vacanze. Un elemento poco raccontato del cicloturismo è che favorisce la destagionalizzazione: aumenta così i periodi di apertura delle strutture e vale come “antidoto” all’overtourism. Il settore è in crescita a livello globale e sarebbe dannoso per l’economia e i territori non investirci.

Il valore del mercato globale del cicloturismo è stato stimato a 146,1 miliardi di dollari nel 2025 e si prevede che crescerà da 159,0 miliardi di dollari nel 2026 a 332,4 miliardi di dollari entro il 2033. Il mercato europeo è trainante: ha rappresentato una quota di fatturato pari al 39,5% nel 2025. Poiché i viaggiatori sono alla ricerca di esperienze di viaggio sostenibili e coinvolgenti, la domanda di cicloturismo è in aumento.