«FIAB ha dato un contributo logistico importante e di questo siamo molto felici. Da Susa a Trieste decine di associazioni in questi giorni si stanno impegnando per la buona riuscita della staffetta». Marco Fardelli, coordinatore regionale FIAB in Lombardia, ha partecipato a un paio di tappe della COP31 Bike Ride, partita dal Brasile dove lo scorso anno si è tenuta l’ultima Conferenza ONU sul Clima e diretta in Turchia, dove in autunno si terrà la prossima edizione (dal 9 al 20 novembre). Sono due le cordate che dal 20 agosto stanno attraversando il nostro Paese con una ciclostaffetta che vuole portare un messaggio di impegno civico in un periodo storico nel quale i temi ambientali ricevono molta meno attenzione rispetto a qualche anno fa.

Come funziona la COP31 Bike Ride
Fardelli ha partecipato alle tappe tra Novara e Milano e da Milano a Bergamo. «Sono stato col gruppo quasi tre giorni. C’erano molte persone anche del mondo FIAB. Il primo giorno in tutto hanno pedalato circa 40 persone. Gli staffettisti fissi sono tra gli 8 e i 12». Stiamo parlando di persone che in molti casi non hanno mai pedalato in Italia. «Alcuni vengono davvero dall’altra parte del mondo. Hanno impegnato tempo e soldi per partecipare».

La COP31 Bike Ride non è soltanto un lungo viaggio in sella. Lungo le varie tappe sono fondamentali gli incontri con gli stakeholder e la politica locale. «A Milano abbiamo incontrato l’assessore allo Spazio Pubblico Marco Mazzei e Franco Beccari di Legambiente Lombardia, mentre a Bergamo ci ha accolto l’assessora alla Transizione energetica Oriana Ruzzini». In occasioni simili sono davvero numerosi gli spunti che emergono negli incontri con chi amministra, in un’epoca nella quale il greenwashing resta un rischio e bisogna badare alla sostanza.

«Sull’ambiente così come sulla mobilità non possiamo procrastinare le scelte all’infinito fino a quando non si trova la soluzione migliore del mondo», ha precisato Fardelli. Con i suoi oltre 30 anni di attività di volontariato a livello locale e di advocacy a livello nazionale ed europeo, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ha un insieme di competenze che sceglie di mettere al servizio del bene comune e di iniziative transnazionali come appunto la COP31 Bike Ride. «Anche grazie all’intervento di FIAB, che ha contribuito a una serie di dettagli, il risultato lo stiamo portando a casa. Non siamo a caccia di medaglie, diamo supporto perché ci crediamo».

Sono diversi i motivi che spingono gli attivisti di FIAB a partecipare alla COP31 Bike Ride: occorre “coinvolgere ancora di più le amministrazioni locali, con la sottoscrizione delle lettere d’impegno su alcuni dei 10 punti di promozione della ciclomobilità” (qui il link per scoprirli); bisogna “rafforzare e allargare la sinergia tra associazioni, cittadini e stakeholder per l’implementazione di pratiche quotidiane di mobilità dolce, sia in ambito urbano che extraurbano, con un ruolo sempre più importante di FIAB”; bisogna poi “creare eventi di sensibilizzazione e conoscenza del progetto grazie alla proiezione dei film documentario della COP30 Bike Ride e talk pubblici”.
