Il primo giorno di Velo-city 2026 a Rimini (qui trovi il resoconto) ci ha permesso di ascoltare testimonianze preziose da tutto il mondo. Dagli Stati Uniti a Rotterdam, dalla Turchia al Giappone. Anche se diversissime tra loro, le città cambiano seguendo schemi, azioni e visioni che hanno somiglianze: non importa quanto grande o piccolo sia il comune perché molto spesso è “solo” questione di spazio da redistribuire, di equità da ricercare. E, ovviamente, serve coraggio da parte della politica.
Benvenuti nella seconda giornata di Velo-city 2026. Oggi proseguiremo nel live tweeting a partire dalle ore 09:00 per seguire i lavori al Palacongressi. Nel tardo pomeriggio è poi in programma la Bike Parade, appuntamento aperto a tutti per pedalare in una Rimini che è molto cambiata negli ultimi decenni.
Il percorso della Bike Parade di Velocity: si parte alle 19
La Bike Parade è aperta a tutte le persone che vogliono godersi una pedalata diversa da tutte le altre. Il percorso è di circa 10 chilometri tra il Parco del Mare e il centro storico. La partenza è prevista intorno alle 19:00 dalla rotonda Lucio Battisti, con la manifestazione che seguirà un tragitto ad anello: pedaleremo per il Borgo San Giuliano fino a viale Pascoli, facendo poi ritorno in Piazzale Fellini con l’arrivo al Bike Village. Aperto dalle 17 alle 24, animerà l’area con musica di intrattenimento, aree food & drink con food truck e stand interattivi dedicati alla sicurezza stradale.

– Finisce anche questa giornata a Velo-city 2026. Per chi ci sarà, appuntamento alle 19 con la Bike Parade. Ci vediamo domani a partire dalle 09:00 con il live tweeting sempre puntuale per seguire le prossime sessioni. Voi continuate a pedalare!

– Diana Skyum, Head of Communications and Press presso The Cycle Superhighway Collaboration in the Capital Region of Denmark, ha spiegato il tema dell’asfalto e della sua qualità per le infrastrutture. «Per un ciclista è un’esperienza diversa rispetto che per un automobilista. L’87% delle persone (in Danimarca, ndr) ha detto che la principale qualità di una superhighway ciclabile è proprio la presenza di asfalto ottimo».
– Parliamo di Bikenomics per capire l’impatto economico del settore. “If you don’t count, it doesn’t count” è il messaggio. L’esempio della Danimarca: 1,4 miliardi di euro di entrate per il settore, con il 41% dei lavoratori che ha meno di 30 anni; le donne rappresentano il 20% della forza lavoro. In Danimarca è stato pubblicato uno studio con dati estremamente dettagliati sull’industria: è importante perché permette di inquadrare il settore e capirne potenzialità e criticità.
– «In Danimarca la mobilità attiva non riguarda nè destra, nè sinistra: riguarda la vita delle persone», ha detto Kenneth Øhrberg Krag, Ceo della Danish Cyclists’ Federation.
– Quali lezioni possiamo apprendere da questa sessione? Li trovate nella slide qui sotto.

– A Velo-city si parla anche di bike sharing e intermodalità, con sfide che riguardano molte città in tutto il mondo per far sì che le persone siano incentivate a pedalare e usare i mezzi pubblici.
– Susanna Maggioni ha parlato della presenza di FIAB a un incontro alla Camera dei Deputati nei giorni scorsi, nel quale si è parlato di bike leasing aziendale. Il tema sembra aver trovato un iniziale accordo bipartisan per favorire la diffusione della mobilità ciclistica tra i lavoratori.
– Susanna Maggioni ha dichiarato: «Per noi ospitare Velo-city in Italia riflette le difficoltà che affrontiamo in Italia. Purtroppo nessun ministro ha partecipato al summit mentre ce ne sono da tutta Europa. Come FIAB costruiamo alleanza dai territori con l’ambizione di incidere sul governo centrale un domani».
– Per quanto riguarda le strategie nazionali sulla mobilità ciclistica l’Europa è divisa tra un ovest più sviluppato, mentre a est devono essere fatti ancora passi avanti da questo punto di vista (chiarisce molto bene la mappa qui sotto).

– Il ciclismo urbano non deve essere inteso come un tema ideologico e divisivo. E chi lo fa commette errori. Parte da questa riflessione la sessione.
– Sta per ricominciare il pomeriggio di sessioni a Velo-city 2026. Sta per cominciare “Planning the pedal revolution: The hidden power of cycling policy frameworks”, nel quale interverranno Susanna Maggioni, vicepresidente FIAB.

– Simona Laghetti per la Città Metropolitana di Bologna ha parlato di una città diventata modello a livello nazionale. Ha ringraziato anzitutto Andrea Colombo, ex assessore alla Mobilità e figura chiave di questa trasformazione. «Si tratta di una misura civica: mette il valore della vita delle persone sopra ogni cosa».

– I casi europei ci dimostrano che non importa quanto avanti sia un Paese sulla ciclabilità: si incontrano sempre resistenze politiche. Per cambiare Bruxelles, come avrebbe fatto poi Bologna, ha puntata anzitutto su una campagna comunicativa per trasmettere le novità in arrivo (dal 2021). La riduzione di velocità non riguarda solo la sicurezza, ma anche la riduzione di rumore e il miglioramento della qualità di vita nei quartieri. Amsterdam a sua volta ha “copiato” il modello di Bruxelles per la città 30. Le città però non possono agire da sole: servono i governi e occorre la collaborazione delle autorità. Un elemento chiave da evidenziare sulle città 30 è che la sicurezza stradale migliora per tutti.
– Melissa Gómez della ADFC nello stesso panel sulla riduzione della velocità urbana ha parlato del caso tedesco. Hanno composto un’alleanza tra stakeholder (Road Traffic Act Alliance) e una collaborazione al di là delle ideologie politiche di destra o sinistra.

– Emil Maj Christensen, Political consultant della Danish Cyclists’ Federation, ha proseguito nella questione della riduzione della velocità. Perfino in un Paese così all’avanguardia si incontrano resistenze rispetto a queste azioni per la sicurezza urbana. Il titolo del suo intervento è eloquente.

– Ma come hanno cominciato le città a ragionare a 30 km/h? Una sessione dedicata alla riduzione della velocità. Il caso dell’Olanda dimostra che sono stati necessari decenni. Oggi occorre farla diventare uno standard cittadino nei Paesi Bassi. “Make 30 the default”.
– Paul Walsh, Ceo di European Cycling Industries, ha spiegato che il Belgio rappresenta un modello di politiche nazionali sulla mobilità ciclistica. E non si tratta soltanto di fare qualcosa di strettamente collegato alle biciclette: può riguardare la smart mobility e perfino innovazioni nella robotica capaci di avere ricadute positive sui trasporti. Le politiche ciclabili, in Belgio, sono mainstream e non appartengono a una parte politica.
– Francesca Racioppi, Head of Office dell’European Centre for Environment and Health, ha dichiarato: «In molti Paesi, soprattutto fuori dall’UE, il ciclismo è ancora derubricato ad attività ricreativa».
– Apostolos Tzitzikostas, commissario europeo ai Trasporti, è intervenuto con un videomessaggio in cui ha parlato dell’importanza del cicloturismo come asset di sviluppo. «In autunno sarà presentata una prima strategia europea per il cicloturismo. Vedo un futuro positivo su questi temi: raggiungeremo i nostri obiettivi».

– Ora è il turno delle Fiandre: Annick De Ridder, ministra della Mobilità, ha presentato piani altrettanto ambiziosi, mostrando un percorso partito più di dieci anni fa per far sì che le persone pedalassero di più. Inoltre è aumentato l’apprezzamento per le ciclabili da parte delle persone: «Costruitele e i ciclisti verranno». Ha parlato della vision zero, ovvero azzerare il numero di incidenti mortali stradali. «Le politiche ciclabili funzionano quando sono intese come integrate nel settore mobilità».
– Jean-Luc Crucke, ministro della Mobilità del Belgio, ha presentato la national cycling strategy del suo Paese. Si chiama “Be cyclists 2.0” e la condizione di partenza è più che buona visto che il Paese è avanti sul tema della ciclabilità. «L’intermodalità non è un’opzione è una necessità». Ha presentato l’obiettivo di raddoppiare gli spostamenti in sella al 22% entro il 2040.
– La seconda giornata di Velo-city comincia con un panel dedicato a un tema centrale: “Policies and strategies to grow cycling”. La sessione è stata aperta da Laurianne Krid, Ceo di ECF che ha riassunto quanto emerso nelle prime ore del summit: per cambiare le cose non bisogna mai mollare.

![Oggi la Bike Parade a Velo-city Rimini. Segui il live tweeting dal summit sulla mobilità attiva [giorno 2] Oggi la Bike Parade a Velo-city Rimini. Segui il live tweeting dal summit sulla mobilità attiva [giorno 2]](https://fiabitalia.it/wp-content/uploads/2026/06/Day_02-20-820x547.jpg)