Il nuovo piano della mobilità francese incentiva la mobilità ciclistica

Il nuovo piano della mobilità francese incentiva la mobilità ciclistica

In Francia è in preparazione un nuovo piano per la mobilità ciclistica che dovrebbe vedere la luce per la fine dell’anno. Obiettivo il miglioramento delle condizioni per i ciclisti e la promozione della bicicletta con incentivi finanziari. Questo progetto  si inserisce in un “ trend” di piani di mobilità innovativi che stanno per essere varati in tutta Europa.

Il governo francese ha recentemente deciso di potenziare i suoi programmi di ciclabilità e mobilità, nella speranza di promuovere la bicicletta. Questo progetto, avviato dal precedente governo, dopo le elezioni era stato messo in “stand-by”. Ma ora, il ministero francese per l’ecologia, lo sviluppo e l’energia l’ha dato il “via libera”. E’ stato istituito un comitato guidato da Dominique Lebrun, detto “Mr. Velo”, rappresentante del Ministero, per valutare le misure necessarie per mettere in atto il nuovo progetto. Il Comitato è composto da rappresentanti dell’industria, ciclisti e funzionari governativi.

Lo strumento principale sarà la creazione di incentivi per chi va in bicicletta al lavoro. Al fine di incoraggiare la mobilità ciclistica, si potrebbero creare progetti  in cui i datori di lavoro erogano un incentivo finanziario ai propri dipendenti che vanno al lavoro in bicicletta. Questo sistema esiste in Belgio, dove i dipendenti ricevono 21 centesimi / km di compensazione. Un approccio alternativo esiste in Germania con premi assegnati in una lotteria per i dipendenti che, recandosi al lavoro in bicicletta, percorrono una certa quota di “miglia-bike” all’anno. Questi progetti portano benefici economici e ambientali, promuovendo un modo di muoversi più sano ed economico.

Questo progetto segue inoltre una legge sui trasporti recentemente approvata in Francia, che si propone di creare nelle stazioni ferroviarie aree sicure specializzate per i ciclisti per parcheggiare in modo sicuro le loro bici. In Francia infatti sta crescendo l’attenzione per i temi del trasporto e dell’ambiente. Il comitato dovrebbe pubblicare la sua relazione finale entro la fine dell’anno. Il prossimo passo sarà quello di attivare le proposte di legge in modo che possano essere messe in pratica.

La Federazione degli utenti della bicicletta francesi (FUB)- membro ECF- fa parte di questo comitato e ha dichiarato l’intenzione di concentrarsi su nuove misure di sicurezza con la creazione di un nuovo “codice della strada” e la promozione di un “bonus finanziario per i pendolari”. Una volta ultimato, il piano di mobilità dovrebbe includere alcuni temi chiave a favore della sicurezza e di tutela assicurativa dei ciclisti.

Questo piano sembra essere un passo avanti nella giusta direzione. La Francia quindi segue la strada di altri paesi europei come la Germania e più recentemente la Slovacchia che hanno creato piani di mobilità efficaci. ECF sostiene la creazione di piani di mobilità nazionale.

Nota del traduttore: E l’Italia, come sempre, fanalino di coda?

Facciamo "massa critica".

I soci FIAB sono oltre 40 mila ma se fossero 100, 150 mila, ci sarebbero più possibilità di portare a termine i tanti progetti per chi va in bici, da Bicitalia ad AIDA, da Comuni Ciclabili a CIAB. Diventare socio/a FIAB è utile anche a questo, pensaci.

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