Bologna pedala fino al terminal: il rinnovo della certificazione Azienda Bike Friendly dell’Aeroporto Marconi

Bologna pedala fino al terminal: il rinnovo della certificazione Azienda Bike Friendly dell’Aeroporto Marconi

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La città di Bologna, com’è noto tra chi è sensibile al tema della ciclabilità, si è data una scadenza importante. La città lavora alla neutralità climatica entro il 2030 e ha costruito intorno a quell’obiettivo la Città 30 e con essa una rete ciclabile riconoscibile, la Bicipolitana, che oggi raggiunge quartieri e poli produttivi della cintura. In questo stesso territorio corre la Ciclovia del Sole, tratto italiano di EuroVelo 7, che attraversa la pianura bolognese e porta in città chi arriva pedalando dall’Europa del Nord. In questo contesto l’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna ha rinnovato per il secondo triennio la certificazione Azienda Bike Friendly di livello Gold, rilasciata da FIAB nell’ambito del Cycle-Friendly Employer Certification. Un aeroporto raggiungibile in bicicletta aggiunge a questa rete un tassello importante, perché serve allo stesso tempo chi lavora nello scalo ogni giorno e chi arriva da lontano e riparte pedalando.

Nel 2023 lo scalo era stato la prima società di gestione aeroportuale italiana a raggiungere il livello Oro complessivo. Oggi, dopo tre anni, tutte le aree funzionali valutabili raggiungono l’oro, comprese le due che nel 2023 si fermavano al livello Argento.

La consegna del certificato di Azienda Bike Friendly. Da sinistra Barbara Melotti, Mobility Manager Aeroporto di Bologna, Antonella Tampellini, coordinatrice Emilia Romagna FIAB, Marco Verga, Direttore Sviluppo Persone e OIrganizzazione Aeroporto di Bologna, Silvia Lombardi, Innovation , Sustainability, Quality & ICT Director Aeroporto di Bologna

Il caso è esemplare ed è interessante perché il punto di partenza era già alto. Con il rinnovo, FIAB ha verificato che gli interventi e gli impegni dichiarati tre anni fa sono continuati e ha misurato quanto l’organizzazione abbia saputo aggiungere con creatività a quanto già fatto. Il supporto alla ciclabilità esce anche dal perimetro della forza lavoro del Marconi: la Bike Station — coperta, videosorvegliata, con cento posti, colonnine di ricarica e postazione di manutenzione — accoglie liberamente anche le persone che viaggiano, la cittadinanza e altre utenze che fruiscono dello scalo.

Il Marconi offre quindi l’occasione di osservare come un’impresa complessa consolida un percorso invece di fermarsi al riconoscimento ottenuto.

Il rinnovo del livello Oro e l’azione globale a sostegno della ciclabilità

La complessità, qui, è una condizione di partenza. Il Gruppo Aeroporto di Bologna occupa direttamente circa 700 persone e ospita una comunità aeroportuale di quasi 5.000 persone impiegate fra personale che fornisce servizi di terra, enti aeroportuali, servizi e attività commerciali. I dati consolidati hanno registrato nel 2025 oltre 11 milioni di persone in viaggio da/per il Marconi. Lo scalo è aperto 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 con personale al lavoro su turni. Un’organizzazione con migliaia di persone in transito e turnazione dimostra che la mobilità ciclabile aziendale dipende da un metodo più che da condizioni ideali: leggere il contesto, dotarsi di infrastrutture adeguate, inserirsi nella rete territoriale, comunicare con continuità e coinvolgere le persone come protagoniste invece che come destinatarie di un servizio.

Trasformare un luogo così in un ambiente favorevole alla bicicletta richiede metodo e costanza, non solo entusiasmo episodico

Al di là delle singole misure, il tratto distintivo del caso bolognese è la coerenza dell’impianto. Il coordinamento è affidato a una Mobility Manager di zona aeroportuale, una figura che guarda all’intero polo e non al solo perimetro societario: la comunità che raggiunge l’aeroporto ogni mattina supera di molto lo staff impiegato direttamente 

I risultati seguono il metodo. Nel 2025 il personale diretto di Aeroporto di Bologna ha percorso 27.671 chilometri con l’incentivo del bike to work, pari a 10 tonnellate di COâ‚‚ risparmiate; l’hub di bike sharing interno ha registrato oltre 85.000 chilometri, pari ad altre 30 tonnellate evitate. L’obiettivo dichiarato per il 2030 portare al 15% la quota complessiva di staff dello scalo che utilizzi la bicicletta.

Le misure più distintive attuate 

Il protocollo articola la valutazione in sei Aree Funzionali, dalla comunicazione interna alla dotazione di infrastrutture, dai servizi per chi pedala alla gestione dei parcheggi. Le due aree che oggi raggiungono il punteggio massimo erano quelle che dipendevano meno dalle strutture e più dalle scelte gestionali quotidiane. Il dossier presentato per il rinnovo contiene alcune misure che escono dagli schemi consueti.

Lo staff  tutor: chi pedala accompagna chi comincia

La misura più semplice è anche la più efficace. Lo staff che già usa la bicicletta fa da tutor a chi desidera provare: indica gli itinerari migliori verso lo scalo, condivide il tragitto, offre supporto diretto sul campo. L’app aziendale UP2GO registra ogni pedalata, con il calcolo in tempo reale della COâ‚‚ risparmiata da ciascuno. Il sapere circola e l’impatto ambientale diventa un riscontro personale, aggiornato ogni giorno.

La geografia dei parcheggi

Le due aree che erano livello Argento e che oggi hanno raggiunto il punteggio massimo sono quelle che dipendono meno dalle strutture e più dalle scelte gestionali quotidiane: costruire un parcheggio bici è un investimento, orientare le agevolazioni economiche verso la mobilità sostenibile è una decisione. Ed è una decisione che tocca le abitudini di chi lavora nello scalo, quindi funziona soltanto se il personale la condivide: senza quell’adesione resterebbe un foglio dentro ad un cassetto. 

La geografia dell’aeroporto racconta questa scelta: l’area di sosta più vicina al terminal è riservata al personale di sesso femminile, per ragioni di sicurezza in un luogo in cui si lavora anche di notte su turni; il parcheggio del restante personale si trova a 1,1 chilometri, mentre la BLQ Bike Station è situata a meno di cento metri dall’ingresso. L’auto aziendale riguarda solo i 12 dirigenti su circa 700 persone impiegate e le agevolazioni economiche sostengono bicicletta, treno, trasporto pubblico e servizi condivisi.

In uno scalo aperto ventiquattr’ore su ventiquattro un divieto all’uso dell’auto resterebbe impraticabile, e l’azienda ha scelto un’altra via: rendere le alternative così comode da farle preferire, e spiegarle finché diventino una scelta condivisa. La distanza dal terminal e l’integrazione fra mezzo pubblico e servizi di sharing diventano così l’argomento più efficace a favore delle due ruote.

Un sistema coerente, la vera chiave del cambiamento

Intorno alle misure a supporto della ciclabilità ruota un impianto ordinario e continuo. Chi entra in azienda, o chi decide di lasciare l’auto, riceve un set informativo e una bicicletta a pedalata assistita in comodato d’uso gratuito, e allo sforzo aziendale si somma l’incentivo comunale per l’acquisto di una e-bike. A rendere comodo l’uso quotidiano delle due ruote contribuisce però soprattutto MuoviAMOci, l’abbonamento multimodale riservato all’intera comunità aeroportuale: un unico pacchetto che integra  autobus, treni del servizio ferroviario metropolitano e regionali, Marconi Express, car sharing elettrico con copertura notturna e noleggio del bike sharing. Chi arriva in bicicletta la mattina sa già come tornerà a casa la sera, anche quando il tempo cambia o il turno finisce a notte fonda.

La promozione interna procede per appuntamenti ricorrenti — il Mobility Day, il Bike to Work Day, le escursioni aziendali, la newsletter interna dedicata alla mobilità — e anche i premi alle challenge promosse con l’app2go raccontano una scelta: dispositivi di sicurezza, abbonamenti in palestra, miele e saponi prodotti dall’azienda Beebo, socia di Conapi. La comunicazione esterna utilizza invece soprattutto i social media dell’Aeroporto di Bologna per informare tutti gli utilizzatori dello scalo, soprattutto chi viaggia, delle infrastrutture presenti e dei servizi dedicati ai ciclisti e in generale, a chi voglia raggiungere lo scalo con mezzi alternativi rispetto all’auto privata. Un’attività di sensibilizzazione costante negli anni fatta di campagne grafiche e di video-storytelling.

La polizza che copre anche il tragitto in bicicletta

La copertura assicurativa infortuni garantita al personale vale sia in ambito professionale sia extraprofessionale, quindi anche durante gli spostamenti quotidiani in mobilità sostenibile. È una misura che risponde a un’obiezione raramente detta ad alta voce: l’azienda che chiede di lasciare l’auto si assume il rischio della scelta che propone.

Infine il territorio: un aeroporto innestato su EuroVelo 7

La pista ciclopedonale che collega lo scalo alla Ciclovia del Sole nasce da due tracciati per oltre 4.300 metri complessivi e circa 2,8 milioni di euro, finanziati dall’Aeroporto e realizzati dai Comuni di Bologna e Calderara di Reno. Il primo corre dentro la fascia boscata di compensazione ambientale: l’infrastruttura ciclabile riusa un’area già destinata all’ambiente, invece di consumarne una nuova.

Da Bologna all’Europa: un movimento che cresce

Con il rinnovo del Marconi, le aziende Bike Friendly certificate in Italia si attestano a  20 per un totale di quasi 20.000 persone  che lavorano in sedi certificate. Un percorso che si inserisce in un movimento di scala europea: la certificazione Cycle-Friendly Employer supera oggi le 1.950 organizzazioni certificate in 17 Paesi, per oltre 1,4 milioni di dipendenti coinvolti.